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Gli Uomini lasciati soli finiscono per suicidarsi

Si discute di un problema enorme, di cui poco si parla, cioè il suicidio di moltissimi imprenditori che non riescono più a mandare avanti la propria azienda.
Si discute del fatto che molti imprenditori siano stati costretti dagli eventi a diventare tali, e, una volta in difficoltà, nessuno li ha aiutati.

E’ un problema italiano, si dice.
Si dice che l’imprenditore non ha più la verve, la stoffa, la resistenza di un tempo. Si dice.
Tuttavia, questo non accade solo in Italia.

Non è solo nel nostro Paese che le imprese falliscono e gli imprenditori decidono di togliersi la vita; non è colpa di una crisi settoriale, della Crisi di un Paese.

E posso anche scommettere che tutto ciò accade in Spagna, è accaduto in Grecia, e accade e sta accadendo in altri Stati Europei.

Con questo articolo però vorrei parlare agli amici francesi, alle amiche francesi. Italia e Francia uniti per una società più giusta in cui il lavoro sia un diritto di tutti a condizioni favorevoli per tutti.
Il giorno 29 luglio 2018, pochi giorni fa, ho fatto una diretta Facebook sul tema dei suicidi di Stato in Italia.
Poco dopo, sono stato inaspettatamente contattato dalla Signora Brigitte Vitale, Presidente dell’Organizzazione Francese che si occupa gratuitamente di questo tema.Ho scoperto un mondo.

Ho appreso che ci sono, anche in Francia, tantissime persone che scrivono mensilmente alla Sua organizzazione lamentando gravissimi problemi.

 

Molti di loro sono anche malati. Le percentuali di fallimento delle imprese francesi entrate in difficoltà sono altissime. Per ragioni che meglio di me conoscete, anche in Francia il rischio di suicidi in tali condizioni non è più trascurabile.

Io affermo che non esista nessuna crisi, ma solo un cambiamento, deliberato e pianificato, di sistema economico, che ha comportato, come effetto collaterale, questa situazione diffusa. Personalmente ritengo che queste persone non siano incapaci o sfortunate, come descritte da certa diffusa opinione, ma vittime.
Un disegno globale, internazionale, creato da un pensiero unico neoliberista in economia, che ha creato un mito immondo del “mercato che si regola da sé” ha anteposto le ragioni dell’uomo a quelle del mercato. Su tale altare, cioè sull’altare pagano del dio mercato e della dea speculazione, si sono sacrificati – e si continuano a sacrificare – esseri umani. Io definisco questo approccio “paganesimo economico”.

Io sostengo che, dopo migliaia di anni nei quali – da Aristotele ad Adam Smith – sostanzialmente l’economia era sottostante alla filosofia morale, negli ultimi decenni l’economia sia stata posta sotto la finanza. Occorre invece ricondurre la finanza al servizio dell’economia che deve a sua volta essere nuovamente al servizio della politica, cioè dei cittadini, e non dei mercati finanziari.

Affinché questo succeda occorre tuttavia che il dibattito riporti qualcosa ancora al di sopra la politica, e quel qualcosa è l’etica, la filosofia morale come faro delle scelte collettive.
Sembrerebbe un dibattito accademico, ma così, purtroppo, non è.

Intendo quindi senza soldi, senza televisioni e senza giornali, soltanto con un telefonino, sollevare un problema sociale; perché si stanno uccidendo delle persone.
Nel video sotto, registrato ed estrapolato da una lunga diretta su Facebook, attraverso la voce della Signora Brigitte Vitale – che ringrazio della disponibilità – un racconto dei drammi di tanti francesi, perché temo siano simili ai nostri.

Nel silenzio assordante dei giornali e degli organi di informazione, oltre la censura delle presunte “fake news”, la gente vuole sapere.
I singoli cittadini, come me, ben poco possono risolvere.

L’unica cosa che, tuttavia, non voglio fare, è girarmi dall’altra parte.
Se molte altre persone dovessero, prima o poi, sollevare lo sguardo, almeno si creerebbe in Europa un movimento di opinione, di indignazione collettiva, di rinnovata speranza.

Nulla è peggio del nostro silenzio, perché i morti non possono più parlare.