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L’Unione Europea Peggio del Fascismo: 12 Motivi inconfutabili

La tesi

Sì; avete letto bene.

Unione Europea, non euro o altre cose. Quelle altre cose sono il prodotto, il risultato perverso di una mente diabolica. E’ ora che qualcuno lo dica apertamente; il problema è alla radice, ed è l’Unione Europea.

Noi accusiamo questa Unione Europea, governata da burocrati non eletti, di aver tradito lo spirito ideale originario di alcuni dei padri fondatori. Se temete che questo articolo non vi riguardi, state commettendo un errore di valutazione. Ciò che contiene spiega le ragioni per le quali manca il pane sulla tavola di quasi un italiano su tre, per le quali tanti giovani hanno smesso di cercare lavoro e per le quali tanti anziani si devono pagare le medicine, quando sono più deboli, dopo aver faticato tutta una vita.

Ma, alla base di tutto, vi è il tradimento del valore più profondo, inventato dagli antichi Greci (lo stesso popolo oggi vilipeso – guarda il caso – dai burocrati europei): la democrazia.

Scriveva il Professor Karl Popper, uno dei più illustri filosofi del XX Secolo, membro, tra le altre cose, della Royal Society, della British Academy, della London School of Economics, del Kings College di Londra e del Darwin College di Cambridge:

“Il nostro mondo, il mondo delle democrazie occidentali,
non è certamente il migliore di tutti i mondi pensabili
o logicamente possibili,
ma è tuttavia il migliore di tutti i mondi politici
della cui esistenza storica siamo a conoscenza.”
Karl Popper, filosofo

O Santi Numi! – commenterebbe oggi Popper – ma cosa avete combinato?

Karl Popper

Questa la tesi; andiamo ad argomentarla e documentarla. Agiremo sostenendo le motivazioni e, giacché potrebbero sembrare nostre infondate opinioni, le documenteremo con fonti ufficiali e dichiarazioni di personaggi storici chiave. In altri termini, saranno direttamente questi personaggi a documentare la fondatezza della nostra tesi, con dichiarazioni ufficiali e pubbliche.

E’ giusto che conosciate il loro volto e il loro pensiero.

MOTIVO 1: AGISCONO SENZA FARE CAPIRE

Il primo motivo è l’oscuro modello di Governo dell’Unione: la gente comune non sa che la Commissione Europea è l’unico organo ad avere l’iniziativa legislativa in UE.

Il Parlamento Europeo è una sorta di notaio in differita, ma le leggi le fa la Commissione Europea che non viene eletta da nessun parlamento degli Stati membri ma è costituita da un manipolo di nominati; per non parlare delle guarentigie di cui godono questi personaggi, soprattutto all’interno del board della BCE.

Diceva uno statista:

“La democrazia è il governo del popolo, dal popolo, per il popolo.”

 

Abraham Lincoln, XVI Presidente Stati Uniti d’America

 

La democrazia deve agire per il popolo e le scelte devono essere fatte dal popolo; la prima indispensabile necessità è agire in modo trasparente e farsi capire.

Noi accusiamo l’Unione Europea di agire in modo subdolo e contrario alla comprensione della gente.

Documentazione a sostegno della tesi:

JEAN CLAUDE JUNCKER – Politico lussemburghese, presidente della Commissione Europea: INTERVISTA AL DER SPIEGEL (52/1999)

«Prendiamo una decisione,
poi la mettiamo sul tavolo
e aspettiamo un po’ per vedere che succede.
Se non provoca proteste né rivolte,
perché la maggior parte della gente non capisce
niente di cosa è stato deciso,
andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno.»

 

 

 

 

 

MOTIVO 2: L’UNIONE EUROPEA NON È DEMOCRATICA

Il secondo motivo è che, per non fare capire la gente, serviva un modello non democratico. Ora, potrà sembrare affermazione forte, e sicuramente qualcuno riterrà che noi siamo dei complottisti. Per questo, il Gruppo di Ricerca Win The Bank è andato a cercare. In un articolo pubblicato nell’ottobre 2010 sul Daily Telegraph da Daniel Hannan, vengono riportate alcune scioccanti dichiarazioni dell’allora presidente della Commissione Europea, Manuel Barroso. Il link originale dell’articolo, dal titolo “The EU is an antidote to democratic governments, argues President Barroso”, è misteriosamente scomparso anche dagli archivi del sito del Telegraph.

Per fortuna molti altri siti hanno riportato la notizia all’epoca citando la fonte originaria.

C’è perfino un testo, “Europe’s path to crisis: Disintegration via monetary union” che cita l’articolo di Daniel Hannan tra le fonti.

Documentazione a sostegno della tesi:

“La ragione per cui abbiamo bisogno dell’Unione europea è proprio perché non è democratica.
Lasciati a se stessi, i governi eletti potrebbero arrivare a fare ogni sorta di cosa
semplicemente per guadagnare voti.
I governi democratici non hanno sempre ragione,
se i governi democratici avessero avuto sempre ragione
non avremmo la situazione che abbiamo oggi:
le decisioni adottate dalle istituzioni più democratiche del mondo
sono spesso molto sbagliate.
Questa è stata, in larga misura, la logica e l’obiettivo principale
per l’unificazione europea.
I padri fondatori avevano attraversato la Seconda Guerra Mondiale
e ne sono usciti con una visione stanca di democrazia.
Così hanno deliberatamente progettato un sistema in cui il potere supremo
è esercitato da commissari nominati che non hanno bisogno di
preoccuparsi dell’opinione pubblica.
Essi – i padri fondatori – credevano che il processo democratico
a volte ha bisogno di essere guidato, temperato, vincolato.”

 

JOSE’ MANUEL BARROSO Ex Presidente della Commissione Europea L’Unione Europea non è democratica. Lo ha detto il suo Presidente.

MOTIVO 3: L’EURO NON È STATO FATTO PER LA FELICITÀ DEL POPOLO

Il terzo motivo è che l’Euro, la moneta senza Stato, è stata inventata per fare stare male la gente. Se uno Statista opera per il bene del popolo, allora il suo fine è la felicità del suo popolo.

Le cose vere sono anche semplici.

Quindi, uno statista che opera per fare stare male, per l’infelicità del suo popolo, non sta lavorando per il bene del popolo. E’ ora che si sappia che l’Euro è stato inventato per la vostra infelicità.

Documentazione a sostegno della tesi:

Durante un incontro con un Alain Parguez (economista francese teorico del circuito monetario), pronunciò le seguenti parole – indiscrezione raccolta dal giornalista Paolo Barnard al quale Parguez riferì testualmente questa letterale dichiarazione di Attali:

 

«E cosa credeva la plebaglia europea, che l’Euro fosse stato fatto per la loro felicità?»

 

JACQUES ATTALI – Consigliere economico di Fancois Mitterand e uno dei padri fondatori dell’euro

Lo stesso Attali poi ammise, durante una conferenza a l’Université Participative sulla crisi dell’euro nel 2011, che il Trattato di Maastricht «non fu un qualcosa di molto democratico» dal momento che – afferma – «abbiamo minuziosamente dimenticato di includere l’articolo per uscire da Maastricht […] Non è stato molto democratico, naturalmente, ma è stata un’ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci ad andare avanti».

Letterale; ma anche noi, andiamo avanti.

 

MOTIVO 4: L’EURO È STATO FATTO PER CREARE UNA CRISI

Il quarto motivo è che l’Euro è stato pensato dalla classe dirigente per creare una crisi. La ragione di questo perverso modo di pensare è che l’economia non è una scienza pura, ma pratica, poiché incide sulla distribuzione della ricchezza tra la gente. Conseguentemente, se uno vuole spostare la ricchezza, deve avere strumenti di politica economica.

Disgraziatamente, quando le cose vanno relativamente bene, è difficile convincere la gente di dover adottare strumenti impopolari, poiché la gente non capirebbe la necessità di azioni illogiche. Se invece tu crei, artificialmente, una crisi, allora in epoca di crisi sarà più semplice fare passare manovre impopolari, come i tagli di bilancio, l’austerità, i sacrifici.

Ecco, ora avete forse capito quali logiche stiano dietro alle richieste di “tagli della spesa pubblica” e dei “sacrifici” chiesti al popolo.

L’euro è stato creato per costringerci a nuovi strumenti di politica economica, altrimenti politicamente insostenibili, perché il popolo si sarebbe rassegnato a veder smantellati diritti e stato sociale.

Naturalmente non crederete nemmeno a questo, per cui chiamiamo un altro protagonista della storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Pubblichiamo qui un breve stralcio tratto da un’intervista pubblicata su Repubblica il 22 giugno 2016.

 

« […] Ci siamo illusi che la gente si rassegnasse a un welfare
smontato a piccole dosi, un ticket in più, un asilo in meno, una coda più lunga… […] »

Sempre Prodi, in un’intervista al Financial Times il 4 Dicembre 2001, pronunciava queste parole:

ROMANO PRODI – uno dei principali traghettatori dell’Italia all’interno del progetto eurocratico

«Sono sicuro che l’euro ci costringerà a introdurre un nuovo insieme di strumenti di politica economica.
Proporli adesso è politicamente impossibile, ma un bel giorno ci sarà una crisi e si creeranno i nuovi strumenti».

 

 

 

 

MOTIVO 5: L’EURO È STATO INTRODOTTO IN MODO DITTATORIALE

A voi risulta di aver votato per la moneta che oggi usate?

Vi risulta che qualcuno vi abbia chiesto un parere, vi abbia consultato, vi abbia interpellato in modo democratico sulla scelta più importante in materia di economia? La moneta è, per uno Stato, come il sangue per un corpo umano. Eppure, dall’oggi al domani i cittadini si sono trovati a scoprire di scelte fatte dal telegiornale, come se ciò fosse una cosa normale.

E, dall’oggi al domani, il barista vi ha chiesto di pagare un euro per un caffè, in luogo delle vecchie mille lire.

Qualcuno si sarà chiesto il perché, dato che il tasso di conversione ufficiale era ben differente, come noto.

Noi accusiamo l’Unione Europea, perché l’Euro è stato introdotto in modo dittatoriale nei vari Stati, per accordi tra poche persone, più o meno occulti.

Anche qui, il termine dittatore può sembrare una forzatura degli autori di questo articolo.

Chiamiamo allora un altro protagonista.

Documentazione a sostegno della tesi:

Fu l’artefice del cosiddetto “Accordo Kohl-Mitterand” per il progetto di riunificazione della Germania e di deindustrializzazione dell’Italia, di cui ha scritto e detto l’economista Nino Galloni, più volte ospite ai Corsi WIN the BANK.

In un’intervista al Telegraph del 9 Aprile 2013 dichiarava:

 

«Sapevo che non avrei mai potuto vincere
un referendum in Germania.
Avremmo perso il referendum sull’introduzione dell’euro.
Questo è abbastanza chiaro.
Avrei perso sette a tre.
Nel caso dell’euro sono stato come un dittatore.»

HELMUT KOHL – ex cancelliere tedesco ed ex presidente del Consiglio Europeo

 

Letterale; ma andiamo ancora avanti nella nostra accusa.

MOTIVO 6: L’EUROPA SI FONDA SUL PRINCIPIO DI TOGLIERE PROTEZIONI ALL’INDIVIDUO

Ci sono voluti secoli di lotte, di sangue e di lacrime per fare in modo che il popolo avesse diritti, e non solo doveri. Sono diritti ritenuti sacri, perfino nella nostra bellissima Costituzione che parla all’articolo 1 di lavoro e all’articolo 47 di risparmio. Ma oltre al diritto al lavoro, al risparmio, ci sono altri diritti, come l’istruzione, la salute, la pensione, lo stato sociale, il welfare e via discorrendo.

Decenni di politiche espansive, nello scorso XX secolo, hanno consentito ai singoli Stati Europei, separatamente governati, di uscire dai fantasmi e dalle macerie della seconda guerra mondiale. Decenni di lotte hanno consentito alle persone di avere una pensione decorosa, il diritto alle medicine gratuite, a una sanità gratuita, alla tutela dai licenziamenti immotivati, all’istruzione pubblica gratuita.

Dobbiamo essere chiari.

Ci sono persone che, come noi che scriviamo, ritengono che queste cose siano ricchezza, per un Paese.

Altri che ritengono che siano lussi superflui e insostenibili.
La lotta tra il bene e il male è semplice, e si combatte da millenni.

E’ tutto qui.

Noi accusiamo coloro che hanno fatto l’Europa di avere fatto una rivoluzione. Hanno ribaltato governi e poteri, hanno agito contro il volere del popolo e contro l’interesse del popolo. Noi li accusiamo di avere agito come coloro che nell’antica Grecia erano definiti antichi despoti, a loro parere illuminati.

Noi li accusiamo di avere agito al fine di togliere all’uomo comune la certezza nel futuro, nei diritti, nella sicurezza di una vita dignitosa garantita dallo Stato.

Sono accuse pesanti, e anche a queste non crederete.

Chiamiamo allora in causa un altro protagonista della storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Sul n. 87/1999 della rivista francese Commentaire appare un articolo in cui un noto Ministro dell’Economia illustra “Gli insegnamenti dell’avventura europea”.

«La costruzione europea è una rivoluzione,
anche se i rivoluzionari non sono dei cospiratori pallidi e magri,
ma degli impiegati, dei funzionari, dei banchieri e dei professori.
[…omissis…] L’europa non nasce da un movimento democratico.
[…omissis…] Tra il polo del consenso popolare e quello della leadership
di alcuni governanti, l’Europa è nata seguendo un metodo
che potremmo definire con il termine di dispotismo illuminato.»

Purtroppo, non è un francese o un tedesco a dire queste parole, ma un italiano.

TOMMASO PADOA SCHIOPPA – Ministro dell’Economia durante il Governo Prodi (2006-2008)

Sempre Padoa Schioppa dichiara pubblicamente, in un articolo pubblicato sul Corriere della Sera – 26 Agosto 2003:

”Nell’Europa continentale, un programma completo di riforme strutturali
deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro,
della scuola e in altri ancora. Ma dev’essere guidato da un unico principio:
attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del ventesimo secolo
hanno progressivamente allontanato l’individuo dal contatto diretto con
la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna,
con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”.

La durezza del vivere? I rovesci della fortuna?

Questa gente con la democrazia, per loro stessa ammissione, non c’entra nulla. Anzi.

MOTIVO 7: L’EUROPA È ILLEGALE PERCHÉ HA FATTO COSE ILLEGALI SENZA AVERNE IL POTERE

L’Euro non è una moneta pubblica, ma privata. E’ una moneta senza Stato, cioè non risponde a nessun potere politico democraticamente eletto.

Noi accusiamo coloro che hanno imposto alla gente di soffrire di averlo fatto senza averne i poteri. Inoltre, li accusiamo di esserci riusciti con l’inganno, avendo sistematicamente prodotto documenti illeggibili, cioè incomprensibili. Produrre documenti incomprensibili ha il vantaggio di non fare capire che contengono delle novità.

Qualora i documenti contengano delle novità, devono essere sottoposti al vaglio del popolo, che potrebbe dichiararsi, mediante la consultazione popolare, contrario a tali novità.

Noi accusiamo gli artefici dell’Euro di aver deliberatamente evitato i Referendum, cioè di avere illegalmente evitato la consultazione popolare, prendendo così decisioni di cui non avevano il mandato.

Altra pesante accusa, della quale potreste nuovamente dubitare.
Nuovamente, chiamiamo un altro protagonista diretto della storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Le cose più gravi vengono ogni tanto dette, mascherandole, convinti che il grande pubblico non sappia coglierle. E in effetti, nessuno ha mai avuto nulla da ridire.

Nel seguito, pubblichiamo uno stralcio tratto da una trasmissione andata in onda su Rai Educational dal titolo “Lezioni dalla crisi”.

«Noi abbiamo fatto una moneta senza Stato,
noi abbiamo avuto la faustiana pretesa di riuscire a gestire la moneta
senza metterla sotto l’ombrello di un potere caratterizzato da
quei metodi e quei modi che sono propri dello Stato e che
avevano sempre fatto ritenere che fossero le ragioni della forza,
della credibilità che ciascuna moneta ha.»

Il signore che impartisce al pubblico queste lezioni non è un uomo qualunque, ma un ex primo Ministro italiano; è un protagonista d’eccezione della storia che lui stesso ha costruito, insieme agli altri che chiamiamo in causa in questo articolo.

GIULIANO AMATO – un altro dei padri fondatori dell’€uropa

Più avanti, sempre Amato ammette l’azzardo e le conseguenze di questo pericoloso gioco:

 

«Era davvero difficile che funzionasse e ne abbiamo visto tutti i problemi».
                                                             GIULIANO AMATO

E infine, leggete questa dichiarazione di Amato:

«Essi [i leader europei] hanno deciso che il documento avrebbe dovuto essere illeggibile.
Essendo illeggibile allora non sarebbe stato costituzionale […]
Se fosse stato comprensibile, ci sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum,
perché avrebbe significato che c’era qualcosa di nuovo
[il riferimento qui è alla Costituzione Europea bocciata nel 2005, nda].
I primi ministri non produrranno niente direttamente perché si sentono più al sicuro
con la cosa illeggibile.
Essi possono presentarla meglio, in modo da evitare pericolosi referendum.»

 

Cosa dobbiamo aggiungere? Ma andiamo avanti nella nostra accusa.

 

MOTIVO 8: LA CRISI NON ESISTE MA È RICERCATA

Da anni, scrivo che non esiste nessuna crisi.

Ciò di cui vi parlano da anni, ormai da oltre un decennio, non è altro che una menzogna. Non esiste nessuna crisi, ma un cambiamento deliberato e pianificato di sistema economico. Il fine è la redistribuzione della ricchezza verso le classi più ricche, ai danni della classi media e di quella dei poveri, come spieghiamo in decine di articoli in questo blog.

In tal senso, le cosiddette crisi sono delle conseguenze ricercate, anzi addirittura auspicate, quasi salvifiche per qualcuno.

Penserete naturalmente che stiamo deliberatamente esagerando e che non possano esistere persone con una mente così perversa da ritenere che il male – cioè una crisi – possa essere un fatto salvifico di una società. Una crisi vuol dire povertà, aziende che chiudono, gente senza lavoro, perdita dei diritti sociali, distruzione dei diritti al lavoro, alla salute, alle pensioni.

Nessun uomo potrebbe sostenere che queste cose siano un prezzo sostenibile per lo sviluppo del sistema economico e che, per sostenere tale prezzo, sia auspicabile avere organi di governo lontani dal voto democratico e popolare. Nessun essere umano potrebbe arrivare a chiedersi se l’integrazione e la democrazia siano due valori compatibili.

Uno, sì.

Lo chiamiamo sul banco della storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Durante un convegno tenutosi presso l’università LUISS, 22 febbraio 2001, dal titolo “Finanza: comportamenti, regole e istituzioni”, un essere umano spiega candidamente ai suoi simili:

 

«Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi,
di gravi crisi, per fare passi avanti.
I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali
a un livello comunitario. […]
Abbiamo bisogno delle crisi, come il G20,
come gli altri consessi internazionali per fare passi avanti.
Ma quando una crisi sparisce, rimane un sedimento,
perché si sono messe in opera istituzioni, leggi, ecc.,
per cui non è pienamente reversibile».

MARIO MONTI – già Primo Ministro italiano

 

Se non vi bastasse leggere queste parole, vi proponiamo un estratto di altra intervista pubblicata su un saggio di Federico Rampini del 1998, dal titolo “Intervista sull’Italia”. Alla domanda sul perché la Commissione Europea abbia accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l’impopolarità dei sacrifici, Monti risponde:

 

 

«Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi
facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l’onere dell’impopolarità
essendo più lontane, più al riparo, dal processo elettorale.
Solo che questo un po’ per volta ha reso grigia e poi nera
l’immagine dell’Europa presso i cittadini».

In un’altra intervista del 2015, a Stradeonline, ha dichiarato:

“Ci si può addirittura chiedere se la democrazia come noi oggi la conosciamo
e l’integrazione internazionale siano ancora compatibili.”

Al riparo dal processo elettorale, Monti.
Non al riparo dal giudizio della storia sul tuo operato.

 

MOTIVO 9: L’UNIONE EUROPEA È AL SERVIZIO DEI PIU’ FORTI

Da anni, racconto della lotta tra due opposte visioni del mondo, in materia non solo di economia, ma anche di società e benessere. Le politiche keynesiane, cioè quelle che hanno consentito la crescita e la distribuzione del reddito nel novecento, sono state sostituite da un’altra scuola, che ha preso il sopravvento.

Questa seconda scuola, che fa capo al pensiero neo liberista, è diventato il pensiero unico in economia.

Noi accusiamo e chiamiamo sul banco della storia il pensiero unico neo liberista.

Questo pensiero vuole il licenziamento dei lavoratori e la riduzione dei diritti; usa la moneta come strumento, come braccio armato, come arma per la “crisi”. Il pensiero unico neo liberista vuole togliere – e ha davvero tolto – il controllo del governo dalla principale misura di controllo dell’economia, cioè la moneta. Noi accusiamo queste persone di considerare i politici, cioè altri cittadini rappresentanti del popolo, solo dei fastidiosi ostacoli ai loro disegni di dominio.

Noi accusiamo queste persone di aver impedito che la gente smettesse di soffrire, ben sapendo che esiste la cura, manovre di tipo monetario e fiscale di tipo keynesiano, cioè fondate sul pensiero opposto. Noi li accusiamo di aver creato nel mondo monete senza Stato, cioè private, fuori dal controllo democratico, e quindi illegittime e illegali.

Li accusiamo di averlo fatto al solo e unico fine di togliere le leggi che ostacolavano la concorrenza spietata che favorisce solo le multinazionali, cioè gli attori economici più forti.

Accuse pesanti e – qualcuno penserà – esagerate e infondate.

Bene, chiamiamo un altro protagonista sul banco della Storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Chiamiamo un altro economista, molto vicino all’ambiente dei “Chicago Boys” di Milton Friedman (il padre dell’economia neoclassica e delle teorie marginali).

E’ uno dei più influenti teorici dell’architettura della moneta unica europea, ed è giusto che voi conosciate chi sia, che volto abbia e quale riconoscimento internazionale abbia avuto per le sue idee. Costui è uno dei principali ispiratori della vostra sofferenza in vita, delle politiche del “sacrificio” e del “rigore”.

Durante un colloquio del 2008 con Greg Palast (anch’egli allievo di Friedman) dichiarò:

 

“E’ molto difficile licenziare i lavoratori in Europa [omissis…]
L’euro sta facendo bene il suo lavoro quando la crisi colpisce [omissis…]
L’aver rimosso i controlli di un governo sulla moneta sta evitando che piccoli e
fastidiosi funzionari eletti dal popolo utilizzino gli strumenti monetari
e fiscali keynesiani per tirare fuori una nazione dalla recessione [omissis…]
Si deve lasciare la politica monetaria fuori dalla portata dei politici [omissis…].
Senza poter manovrare la politica fiscale, l’unico modo con cui le nazioni
possano sostenere il livello occupazionale è dare spazio alla concorrenza
riducendo le norme in materia di business.”

ROBERT MUNDELL – Economista canadese Premio Nobel per l’Economia nel 1999

 

Una cosa dei liberisti l’abbiamo capita: adorano il libero mercato, quello senza regole dove vige la legge del più forte.

Per questo, odiano la democrazia.

 

MOTIVO 10: L’UNIONE EUROPEA È CONTRARIA ALLA MONETA PUBBLICA

Da anni, racconto del divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro del 1981, delle riforme bancarie degli anni ’90, di una complessa storia che ha portato la Banca d’Italia, da soggetto pubblico, a diventare un soggetto – di fatto – privato.

Da anni documento che la principale Banca Centrale, quella Europea, sia di fatto una banca privata e che la sua moneta, l’euro, sia illegittima e illegale, poiché non risponde a nessun organismo democraticamente eletto.

Per noi sono accuse gravi; vi è chi invece ne fa pubblicamente un vanto.

Per questo, la prima cosa da fare è riacquisire la proprietà pubblica della moneta, quello che tecnicamente si chiama sovranità monetaria, cioè il diritto di uno Stato democratico di battere moneta in nome e per conto del popolo sovrano.

L’Unione Europea è – ovviamente – contraria a questa idea, poiché una Banca Centrale a governo pubblico, cioè a controllo politico, si porrebbe nei suoi fini statutari il fine ultimo del bene della gente, è cioè il lavoro, l’occupazione, la lotta alla povertà. In una sola parola; la crescita.

Al contrario, una Banca Centrale privata, al servizio di quel disegno oligarchico espresso dal pensiero unico di cui al paragrafo precedente, ha ovviamente un fine diametralmente opposto, che è quello di consentire la competitività attraverso le riforme salariali e più esattamente attraverso licenziamenti e riduzione dei salari dei lavoratori. Tecnicamente, si chiamano rigidità salariali, cioè il fatto che i salari siano rigidi (verso il basso, ovviamente).

Quale sarebbe, poi, il vantaggio di avere una Banca Centrale Europea indipendente?

Uno dei tanti paradigmi neoclassici (liberisti) che prevede – in sostanza – che “stampando moneta” si crei inflazione. Quindi bisognava assolutamente togliere dalle mani della politica, corrotta e clientelare per definizione, il potere monetario.

Niente di più falso.

Basta leggere qualche libro “serio” di economia per capire che questa è una sciocchezza neo liberista, funzionale allo smantellamento delle barriere amministrative statali.

Bastano anche solo i dati: dal famigerato “whatever it takes” di Draghi del luglio del 2012, la BCE ha letteralmente inondato di liquidità (cioè stampato moneta immettendola nel circuito finanziario) l’intera Eurozona. Parliamo di svariate migliaia di miliardi di euro. Siamo in deflazione da allora, a parte alcuni isolati e sparuti rialzi.

Non c’è alcuna correlazione tra la moneta stampata e l’inflazione la quale, al contrario, è legata alla domanda di beni e servizi, cioè alla moneta spesa.

Hanno quindi sottratto agli Stati un potere fondamentale per le loro economie, affidandole ad un’istituzione che nessuno controlla e dalla quale provengono quegli ordini sotto forma di “riforme” che sbriciolano i nostri diritti sociali. Questa deriva autoritaria, quindi totalitaria, è molto pericolosa.

Noi li accusiamo di aver mentito sapendo di mentire.

Noi li accusiamo di aver ingannato la gente, facendole credere che si sottraeva il potere ai politici, mentre in realtà lo si sottraeva ai rappresentanti del popolo, e cioè agli elettori.

Il fine era avere una moneta al servizio della stabilità dei prezzi e non della crescita, al servizio dei grandi poteri multinazionali che vogliono la riduzione delle rigidità salariali e il processo di “aggiustamento salariale”, al servizio di un sistema privatistico bancario e non al finanziamento della spesa pubblica, non solo degli Stati membri, ma nemmeno della stessa Unione Europea.

Quindi, l’Unione Europea è contraria alla moneta pubblica, alla sovranità monetaria e all’uso della moneta per il benessere dei cittadini.

Altre accuse pesanti, per le quali chiamiamo un altro protagonista della storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Non sono nostre opinioni, ma sono dichiarate pubblicamente dal massimo rappresentante del sistema monetario europeo, un altro italiano.

Tweet della BCE in cui si rammenta, attraverso una dichiarazione del suo presidente Mario Draghi,

 

“Il nostro mandato non riguarda né la crescita né l’occupazione,
ma la stabilità dei prezzi.”

 

Ci piacerebbe conoscere i volti degli esseri umani che hanno messo il cuoricino a tale tweet.

Qui invece viene dichiarato che:

 

“Le riforme strutturali hanno il potenziale per ridurre
le rigidità dei salari e facilitare il processo di aggiustamento salariale.”

 

Mario Draghi, Presidente Banca Centrale Europea

I neo liberisti, quelli del pensiero unico in economia, vi vendono ogni giorno questa cosa con il concetto di “indipendenza dalla politica”, e tante persone in buona fede sono cadute nel tranello.

Ecco cosa significa creare un’istituzione indipendente (cioè sottratta al controllo politico, quindi democratico) che regola le politiche monetarie dell’intera Eurozona: significa impedire la funzione creditizia, cioè il finanziamento della spesa pubblica.

In tal modo lo Stato – cioè, noi – si deve indebitare, pagando interessi, presso una banca privata.

Non è una nostra opinione, ma è una norma consultabile da chiunque.

 

Nel Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, all’Articolo 123, comma 1, c’è scritto:

“Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di
facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle
banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate “banche centrali nazionali”),
a istituzioni, organi od organismi dell’Unione, alle amministrazioni statali,
agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico
o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l’acquisto diretto presso di essi di titoli
di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.”

 

Forse, ora, avrete le idee un po’ più chiare di cosa significhi per loro la parola “indipendenza della Banca Centrale”.

Vuol dire indipendente dal vostro democratico diritto di voto.

 

MOTIVO 11: L’UNIONE EUROPEA È CONTRARIA ALLA VERITÀ

Da anni vi raccontiamo una diversa chiave di lettura dell’economia.

L’economia non è una scienza pura, poiché le scelte economiche non sono neutre, ma sono sempre azioni che decidono della distribuzione della ricchezza tra classi sociali differenti.

Noi accusiamo gli organi di informazione di essersi appiattiti, di aver rinunciato da tempo al loro ruolo di organi imparziali di diffusione dell’informazione, di avere aderito al pensiero unico dominante, poiché era quello che faceva fare carriera, che consentiva i budget pubblicitari, che erogava prebende.

E’ tipico dei regimi totalitari quello di avere un’informazione non libera.

L’intero sistema informativo italiano, per molti anni, ci ha condito in tutte le salse le ricette neo liberiste; quelle del rigore, del taglio della spesa pubblica “improduttiva”, dell’austerità, del fiscal compact, del pareggio di bilancio, della Germania virtuosa e dell’Italia spendacciona, dei privilegi dei politici, delle auto blu, degli sprechi della pubblica amministrazione, dei vitalizi, dei “sacrifici” necessari, delle politiche del “rigore”, della necessità di aumentare le “esportazioni”, di ridurre la domanda interna, di tagliare, tagliare, tagliare.

Il fine ultimo era un manta neo liberista: ridurre il debito pubblico.

Che poi, tagliando la spesa pubblica, riducendosi la ricchezza collettiva e quindi il gettito, il debito pubblico aumenti – come infatti è aumentato! – è concetto troppo difficile da spiegare, secondo loro, al popolino ignorante.

L’importante in un sistema non democratico è avere giornali che negano la verità e che sostengono le tesi della cultura dominante, del potente, di chi ha il potere.

Un’altra accusa non piccola.

Chiamiamo al banco della storia un paio di piccoli, tra i molti, esempi di giornalismo italiano.

Documentazione a sostegno della tesi:

Naturalmente, l’establishment ha dalla sua l’intero sistema di informazione.

Ecco la dichiarazione di uno dei tanti giornalisti durante una trasmissione televisiva:

L’Unità è stato, per decenni, un organo di informazione della classe debole della popolazione, degli operai, del lavoratore per antonomasia.

Il precariato è una necessità?
Un valore?

Dal lato opposto, ovviamente, il giornale della Confindustria non poteva che sostenere le ricette del pensiero unico in economia, quello neo liberista.

Quel pensiero predica lacrime e sangue, austerità, taglio degli stipendi e delle pensioni, taglio della spesa pubblica e via discorrendo, il tutto finalizzato al controllo del presunto fantasma del debito pubblico.

Nel 2011, quando una congiura a regia finanziaria internazionale inventò il fantasma dello spread (di cui si spiega tecnicamente la natura negli “amari offerti dalla casa” nelle serate a WIN the BANK) fu il giornale della confindustria italiana a invocare di fare presto; sullo sfondo vi era la nomina del citato Mario Monti a Primo Ministro.

Il resto è storia.

Monti, e i Governi tecnici che si sono susseguiti, hanno adottato quelle politiche, che trovarono per anni plauso e incoraggiamento dalle pagine del quotidiano della Confindustria. Era giusto, secondo i giornalisti, applicare le politiche di rigore imposte dall’Unione Europea.

Erano tutti felici, quei giornalisti, quando il fantasma dello spread, dopo le politiche “lacrime e sangue”, si era artificialmente – come era stato all’uopo creato – ridotto.

Peccato che poi, qualche anno dopo, abbiano cambiato idea, quando le politiche lacrime e sangue riguardano non gli altri, ma loro.

Se si tratta di licenziare gli altri, le politiche sono giuste e doverose. Non lo diventano più – stranamente – quando i “sacrifici” che hanno per anni applaudito li devono fare anche loro.

Ma vi è un ultimo motivo per il quale, cari lettrici e lettori, vi invitiamo a ribellarvi.

Cosa potete fare?

Basta condividere questo articolo.

Per ora, prima che impongano qualche legge sulla censura – con qualche altro pretesto – avete ancora il potere di farlo.

 

MOTIVO 12: GIÙ LE MANI DAI BAMBINI

Siete liberi di decidere; per una ragione, un ultimo motivo.

Vedete, voi che leggete siete adulti, e potete scegliere di credere o meno a questo articolo contro corrente, di contro informazione. Oppure, potete leggere i giornali citati (e molti altri) e credere a ciò che dice il telegiornale da tanti anni.

Potete credere a Babbo Natale, alla Befana, a Peter Pan e all’Unione Europea che vuole il progresso dei cittadini.

Potete scegliere di verificare le informazioni pubblicate in questo articolo, scorrendo la sitografia in allegato e liberamente verificando se abbiamo inventato delle cose o solo riportato correttamente delle informazioni.

Avete la possibilità di crederci o meno, di informarvi liberamente, perché siete adulti e avete libertà di pensiero.

Potete decidere, quindi, di condividere con altre persone questo articolo, perché liberamente e senza alcun vantaggio per voi ritenete che anche altri debbano essere liberi di valutarlo.

Un bambino, no.

Un bambino, un ragazzino, non ha questo potere.

Quando eravamo bambini, abbiamo studiato e creduto in buona fede a ciò che ci dicevano.

La nostra generazione è cresciuta nel sogno di un’Europa libera, solidale, democratica.

Ora, in questo articolo di denuncia noi abbiamo scritto cose pesanti, consci di ciò che stavamo affermando, sulla base dei documenti in circolazione che abbiamo diffuso. Molte di quelle cose sono gravi.

Ma vi è ancora una cosa più grave, la più tremenda di tutte.

Si tratta dei bambini.

Quando la storia viene insegnata mentendo, non si creano persone consapevoli, e si puniscono gli inermi, gli indifesi, i più deboli.

Soprattutto, si uccide la speranza in un mondo migliore.

E’ tipico dei regimi totalitari riscrivere i testi di scuola; ma non pensavamo, dopo decenni dal ventennio fascista, che si potesse giungere a tanto in un Paese dell’Unione Europea.

Noi accusiamo il pensiero dominante di volere indottrinare al pensiero unico anche i bambini.

E, dato che è l’ultima e più pesante accusa, chiamiamo un altro sul banco della storia.

Documentazione a sostegno della tesi:

Non chiamiamo questa volta una persona, ma un oscuro burocrate che ha compilato le frasi che stiamo per farvi leggere. Stiamo per farvi leggere un estratto da un libro di testo scolastico.

Si insegna questo ai ragazzi, nei libri di scuola:

“Lo Stato nazionale, nato tra il XIV e il XV secolo e diffusosi poi in tutto il mondo,
si dimostra sempre più inadeguato a governare processi che
si sviluppano ben oltre i propri confini nazionali.”

La soluzione che si insegna agli scolari?

“Pertanto è sempre più urgente attribuire a organismi sovranazionali
le competenze necessarie per la governance del mondo globalizzato.”

 

Un regime totalitario, al fine di negare la verità, non può che controllare non solo l’informazione, ma anche la scuola.

 

Questo si chiama in un solo modo: indottrinamento ideologico, come ai tempi del fascismo e del nazismo.

Tutti coloro che hanno scritto quelle pagine di storia e che abbiamo qui chiamato in causa si sono macchiati di colpe gravi. Noi siamo soltanto persone di libero pensiero che scriviamo liberamente un atto d’accusa, senza avere alcun potere giudicante. Il nostro augurio è però che di questi crimini – perché quando si condanna deliberatamente alla sofferenza milioni di persone di crimini parliamo – siano, prima o poi, portati al giudizio di qualcuno in terra, prima che in cielo.

Esisterà, prima o poi, qualcuno che riscriverà le pagine della storia e andrà a giudicare coloro che, in spregio alle più basilari leggi della democrazia, hanno commesso atti illegittimi, perché non avevano l’autorità del popolo per compiere quelle scelte, le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Un giorno, forse, qualche tribunale lo farà.

 

Ma oggi, non fosse altro che per quei bambini, hai la possibilità di decidere tu; puoi decidere di fare conoscere anche una diversa lettura della storia.

Perché, forse, un giorno, tra quei bambini ci potrebbe essere tua figlia o tuo figlio.

Puoi decidere ora liberamente di condividere l’articolo, prima che si finisca, un giorno, in un mondo nel quale tutti penseremo che sia necessario, giusto, inevitabile e urgente attribuire a qualche organo superiore la responsabilità, perfino, di cliccare sul mouse.