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Suicidi di Stato, Suicidi Economici. Suicidi Europei.

Ho fatto un post su Twitter in data 25 Luglio 2018 e c’è stata, naturalmente, una grande polemica sia sui social, sia fuori dal mondo digitale.
Ho parlato dei Suicidi di Stato: credo che qualcuno debba cominciare a parlarne; e ho iniziato io.

Credo sia ora. Ho cominciato a scrivere che, da quando c’è la crisi ci sono stati quasi 10 mila suicidi.

Ora, naturalmente, sono venute fuori persone che mi hanno definito un populista, una persona che non si attiene ai fatti, che dico scemenze e che apro la bocca per dare aria.

Diciamolo con le parole corrette: che sono stronzo, che dico stronzate, che racconto scemenze.

Insomma, hanno sostenuto che

non è vero che ci sono tutti questi morti.

I dati sui Suicidi di Stato variano ed è giusto che vengano fatte 3 considerazioni

 

PRIMA CONSIDERAZIONE 

La prima questione riguarda la statistica. 
Alcuni numeri parlano di 7500 suicidi, altri di 8400, altre di 9000 e rotte. Io ho scritto quasi 10 mila persone.

Ora la mia domanda è:
E’ veramente importante il numero statistico e dobbiamo stare qui con il pallottoliere, a fare il bollettino dei caduti?
Stiamo parlando di tanti morti. In ogni caso.
Paragonabile ai morti di alcune guerre in giro per il mondo fatte dagli Stati Uniti.
In quel caso, però, i caduti sono stati onorati dallo Stato, glorificati e sono stati fatti funerali di Stato. Le persone sono state, giustamente, compiante.

Qui abbiamo SUICIDI di STATO senza FUNERALI di STATO

SECONDA CONSIDERAZIONE

Voi fenomeni che mi criticate, voi scienziati, voi esperti di statistica che mi dite “La fonte dei dati è errata!”:

Vorrei dirvi che, incidentalmente, sono stato Professore di Statistica e vorrei farvi una osservazione.

Dei dati statistici non solo conta il campionamento ma anche la classificazione ed il caricamento, cari signori.
Per cui vi faccio una domanda semplice:

Se uno si ammazza e viene classificato come “DEPRESSO”, voi sapete se si è ammazzato per un motivo di depressione economica?

Perché io dico da anni che non esiste nessuna crisi solo un cambiamento deliberato e pianificato di sistema economico.

Oppure secondo voi quella persona è classificata semplicemente come “suicida per depressione”?
E potete insultarmi quanto volete, ma io ho appena cominciato.

Continuerò a fare delle dirette e racconterò anche di casi personali che ho conosciuto di persone che, purtroppo, si sono suicidate; ed alcune erano giovanissime e lo hanno fatto perché non avevano nessuna certezza del futuro sotto il punto di vista economico.

Quindi è un suicida di stato NON CLASSIFICATO COME TALE, e vi prego di andare per la vostra strada con le vostre critiche tecniche inappropriate.

TERZA CONSIDERAZIONE

Ora possiamo anche qui discutere in terrmini di statistiche, fonti dei dati, medie, mode, varianza o di quel che voi esperti volete.
La questione è un’altra: vogliamo prendere atto che qui si sta parlando di persone, di migliaia di persone che qui si sono uccise, in tutte le Regioni Italiane.

E’ un fatto assodato che si può tentare di nascondere ma che prima o poi verrà fuori e che io non nasconderò.

E’ qui la terza e ultima domanda:

Secondo voi, queste persone, uomini e donne, giovani e meno giovani, che si sono tolte la vita per ragioni economiche, dobbiamo calcolarle con la calcolatrice, con il pallottoliere, col computer, farne una questione numerica… o magari farne una questione di cuore?

 

Buona giornata scienziati!